Zipped Worlds è un progetto realizzato da Trieste Contemporanea in partenariato con il Photon – Centre for Contemporary Photography di Lubiana in cui i curatori esplorano alcuni nuovi concetti di pubblico e privato che vengono veicolati attraverso l’uso attuale delle immagini fotografiche. La mostra  è curata da Giuliana Carbi Dejan Slugar ed accoglie una selezione di opere di 12 artisti internazionali

(  Breda Beban, Dario Belić, Emma Ciceri, Fabrizio Giraldi, G.R.A.M.,  Borut Krajnc, Paula Muhr, Adrian Paci, Eva Petrič & Laurent Ziegler, Metka Zupanič )


La fotografia si relaziona per presenza fisica diretta, attraverso i media digitali e soprattutto tramite l’idea che tutto ciò che ci circonda è costantemente in fase di registrazione. La fotografia è di fatto il mezzo visivo presente in modo più ubiquo nel contesto urbano odierno. All’interno di questo ampio spettro, troviamo nello spazio pubblico (esterni e interni urbani) sia forme tradizionali di immagini fotografiche, sia immagini digitali che popolano l’onnipresente rete di telecamere di sorveglianza che registrano non-stop. Noi siamo la popolazione più fotografata e registrata al mondo. Sistemi TVCC, Google Street View, sistemi di sicurezza, sistemi satellitari e altre telecamere seguono ogni passo che facciamo, il che significa che siamo anche la popolazione più controllata visivamente di tutti i tempi… Inoltre la maggior parte di noi ha dispositivi di telefonia mobile e fotocamere digitali: paradossalmente insistiamo sul nostro diritto alla privacy e allo stesso tempo facciamo snap-shooting di tutto ciò che vediamo. Da una parte, vi è il desiderio di catturare frammenti di vita quotidiana in immagini e, d’altra parte, vi è sempre maggiore inclinazione a censurare ed esercitare controllo sulle medesime immagini.

 

(Dejan Sluga, dal catalogo della mostra)