Continuano gli appuntamenti  curati da  Trieste Contemporanea all’interno della rassegna ” À LA FRONTIÈRE…! OLD AND NEW BORDERS IN EUROPE” che esplora i confini nord orientali d’Europa. Giovedì 18 febbraio,  alle 18 nello Studio Tommaseo  in via del Monte 2/1 ,s’ inaugura la mostra  di uno degli artisti contemporanei più interessanti della Polonia,  Leon Tarasewicz  in dialogo con la curatrice Gabriella Cardazzo. A  seguire sarà proiettato il  film ” TARASEWICZ. An introduction to the world of the Bielorussian artist Leon Tarasewicz” .

 

Tarasewicz proporrà un’installazione site specific per lo spazio espositivo triestino in cui volumi geometrici di luce e colori si compongono e fondono le loro reciproche proprietà. Lo studio della luce e dei colori è da sempre alla base della ricerca artistica di questo autore, affascinato dal mistero naturale che essi rappresentano. Nonostante la continua evoluzione della materia e della sua tecnologia – che ci ha portato dalle luci elettriche a quelle dei dispositivi elettronici – soprattutto la luce verrà indagata nel lavoro triestino di Tarasewicz. L’artista stesso lo introduce dicendo che nella coscienza dell’essere umano la luce racchiusa nei margini di un dipinto svolge un ruolo simile a quello che una volta veniva attribuito a un’icona dipinta. Può cioè indurre alla percezione di immagini del sacro che sono simili in tutte le religioni e per Tarasewicz questa sensazione condivisa è sempre più importante nei territori di confine in continuo cambiamento.

 

La serata si conclude con una performance musicale rock folk  della cantautrice, cantante e polistrumentista polacca Karolina Cicha


Leon Tarasewicz è nato nel 1957 a Waliły, parte orientale della Polonia, al confine della Bielorussia. Portavoce della minoranza bielorussa della Polonia orientale, ha sostenuto iniziative per valorizzare la cultura bielorussa. Nel 1999 non ha accettato il Premio per l’Arte del presidente di Białystok in segno di protesta contro le politiche delle autorità locali, che, a suo parere, alimentavano il conflitto tra le comunità polacche e bielorusse.